È il 23 di Gennaio, sei seduta al gate Emirates in partenza da Malpensa.
Attorno, gente che come te ha nascosto i piumini in valigia e ora si muove alleggerita.
Per un attimo, ti estranei e non presti attenzione ai compagni di viaggio dei prossimi quattro giorni di lavoro;  i pensieri tornano indietro di un mese circa, ad una fredda mattina di dicembre, in cui stai guidando sotto la pioggia con il riscaldamento auto in posizione “hot”, ed Alessandro che ti chiama e dice…:” ti va di andare al caldo a gennaio? Vorrei che rappresentassi Spin alla riunione internazionale dei partner Altair a Dubai.”

Altair è la casa madre Statunitense  dei software di simulazione che Spin distribuisce. Dubai, o meglio Dubaí (con l’accento sulla i,  come la chiamano gli abitanti), è la capitale di uno dei 7 Emirati Arabi Uniti ed è considerata la New York araba, e così ti appare al tuo arrivo. Da subito, grattacieli enormi che sembrano non finire mai, modernità, sfarzo, costruzioni maestose e tanta genialità. Hanno fatto di una distesa di sabbia un impero, “trasformato” il petrolio in cemento e dato vita ad una delle città più ricche al mondo. Benessere è indubbiamente la parola che più sembra tradurre quello che vedi. Poi, ordine, pulizia quasi maniacale, e molta cordialità.
Dubai la si vede con il naso all’insù o con la testa all’ingiù , pertanto tutto appare enorme o piccolissimo.

Per l’evento di Altair, c’è un’area dedicata al sesto piano, dove si susseguono presentazioni di software, incontri con i tecnici sviluppatori, possibilità di scambi opinioni, domande e molto altro. C’è voglia di confronto aperto, tante buone idee, consigli, strategie di vendita e un occhio al futuro, al mondo elettrico e alle sue novità. Appare chiaro, lampante, di essere nel posto giusto…quale località migliore a rappresentare ciò non può essere arrestato: il progresso, in ogni sua declinazione!
Sei contenta di essere lì a rappresentare il tuo gruppo di lavoro, i tuoi colleghi “in gamba”, che senti di dover ringraziare.
Prendi appunti, parli, stringi mani e sorridi a tutti; fissi nella mente quelle date, quei volti, quelle immagini per non dimenticare ciò che Altair ti ha dato la possibilità di sperimentare.

Per te che sei lì per lavoro, il tempo scorre veloce tra meeting, pranzi, cene e gente, gente, tanta gente nuova; americani soprattutto, ma poi Indiani, cinesi, polacchi, sudafricani, olandesi, francesi ecc…, tutti lì come te a dare il proprio contributo, ad ascoltare ed applaudire.
L’albergo che vi fa da casa in questi giorni, è gigantesco e bellissimo, non riesci a stabilire un numero congruo di stelle di appartenenza.

Nell’ultimo giorno, prima dei saluti c’è tempo per un giro nel deserto, una cena araba accompagnata da danze e musica, e soprattutto qualche altra foto.
Tutto indimenticabile.

30B zona E, è il posto sull’aereo di ritorno, fuori è buio sono le quattro di notte, sei stanca ma non riesci a prendere sonno, tutto si mescola, emozioni, profumi, odori e gli ultimi abbracci di chi è stato più accanto, che ormai è un po’ parte di te, come tu lo sei di loro, e già un po’ ti manca.

Resta ancora una curiosità, un utile spunto che porta a riflettere ed una domanda: L’emirato Arabo di Dubai ha istituito due nuovi ministeri, quello della felicità (il cui ministro è una giovane donna di 22 anni) e quello della tolleranza; incuriosisce a mio avviso la spasmodica attenzione di questo petro-stato arabo al benessere della collettività, dove ancora restano molte contraddizioni, dove il ruolo della donna non è ben definito e dove esiste una minuziosa ricerca della ricchezza in tutte le sue manifestazioni.

But the spontaneous question is: if you were the happiness minister of Dubai, what would you do? 😉