ESPLOSIONE DI IDEE 

Maker Faire è stata un esplosione di esposizioni innovative, proposte dalle Università da tutta Italia ed Europa, dalle aziende più conosciute ma anche dalla piccola start up e dai più piccoli Maker che hanno deciso di farsi avanti in questa edizione 2018 e noi di Spin siamo andati a vedere!.

I Padiglioni spaziavano in tutti i campi: elettronica, Design, arte, Bioeconomy, Energia Rinnovabile fino alla zona dedicata alle ricerche su Intelligenze Artificiali e Robotica.

 

STAMPA 

Uno dei padiglioni più grandi vedeva come protagoniste principali sulla scena 3D printing di ogni genere: 3D printing che davano sfogo alla creatività stampando in 3D una miniatura del Colosseo, alle stampanti 3D che riproducevano ogni tipo di oggetto con qualsiasi tipo di filamenti di forma colore e dimensione.

Oltre alle stampanti altri maker attiravano l’attenzione, fuori dall’immaginario delle stampanti 3D. Ad esmpio un set di prodotti elettronici stampati che consentono a privati e aziende di integrare l’elettronica direttamente nell’ambiente. La loro vernice conduttiva e i kit di sviluppo facili da usare permettono a chiunque di prototipare le loro visioni elettroniche del futuro: con il kit touch si può ricreare, tramite il circuito elettrico fai-da-te, suoni in base alla distanza che ha la mano dalla barra ovvero il circuito di base.

SCUOLA 

Inoltre anche alcuni FABLAB si inserivano con successo nel padiglione di Eletronics, come FABLAB che propone Hemp Bot, un Kit educativo per bambini studiato per fare comprendere le basi dell’elettronica programmabile e del coding. I materiali usati in questo kit sono realizzati con stampanti 3D in bioplastica di canapa e comprendono il minimo impiego di parti metalliche e viti per creare il circuito di interesse.

Nel mezzo del Padiglione c’era anche la possibilità di provare a suonare l’arpa digitale, senza corde! Messa a disposizione e creata da Futura Elettronica

MUSEO 

Tra i Makers si potevano trovare anche progetti in cui il 3D Scanning aveva applicazione nei Musei. Questo tipo di scanning permette di scannerizzare, tramite software di analisi, un reperto storico ( che può essere lo scheletro di un mollusco come un cranio rinvenuto), memorizzare questo scanning e avere un modello 3D del reperto, così da analizzarlo poi nel dettaglio e ricrearlo in modo dettagliato con uno stampante 3D.

SPAZIO 

Spostandoci poi nel Padiglione relativo ai Makers for space and research si potevano trovare molte università che proponeva progetti relativi alla Robotica con scopi differenti: progetti di robotica relativi alla Robotica emozionale e Robot a scopo educativo.

UOMO

Un altro progetto era dedicato all’interazione tra Robot e Uomo basati su Intelligenza artificiale: per esempio un dispositivo ideato dal laboratorio che poteva ricreare un’esperienza tattica tramite realtà virtuale in grado di ricreare le sensazioni che abbiamo quando tocchiamo realmente gli oggetti. Interessanti anche i progetti relativi allo Human-Assisted Robotics, quindi Robotica con lo scopo di assistenza per l’uomo.

Dal punto di vista del settore Biomedicale relativo alle protesi ho visto soluzioni di automazione, robotica di servizio, elettronica indossabile con particole riguardo per le persone con disabilità: per esempio la creazione di una protesi di gamba e piede che consisteva in un dispositivo elettronico, all’interno, in grado di adattare la posizione del piede, la forza sviluppata durante il passo e il peso del soggetto al terreno durante il cammino; all’esterno rivestito da un materiale che mimava la forma reale esterna di un piede, completamente realizzata in 3D nel dettaglio.

ECONOMIA

Infine nei padiglioni di Circular Economy invece ritroviamo la Tape city, una città ricreata interamente usando nastri di carta, un nuovo tipo di uso di questo materiale che lo rende versatili e malleabili a seconda dell’uso che ne viene fatto.

SFIDE

Per concludere in bellezza la Maker Faire 2018 era imperdibile, nel padiglione dedicato ai bambini,  la competizione tra Droni in cui Makers da tutta italia mettevano in gioco il loro drone per vincere una gara che valutava velocità, precisione e pilotaggio del drone stesso.

A Maker Faire si ha la netta impressione di vivere circondati da tecnologie davvero avanzate in cui la bravura del progettista sta nell’individuare le funzionalità davvero utili alle persone, di cui Spin si interessa in prima persona. Avere la possibilità di vivere un’esperienza come questa è uno dei lati positivi per cui lavorare in Spin dà numerosi spunti innovativi su cui lavorare.